POLLICA

Polleca, Polica, Pulnica, Pollera, Pollica. Università autonoma fino alla sua elevazione a capoluogo di Comune l’8 agosto 1806. Da Salerno 91 km.

Il grazioso capoluogo sorge in collina, alle pendici  meridionali del Monte Stella.
Il borgo si è sviluppato nei pressi della chiesa di San Nicola intorno al XVI secolo. Oggi è famoso perché patria della dieta mediterranea e per le rinomate mete turistiche delle sue frazioni balneari Pioppi e Acciaroli.
Molto caratteristici sono il palazzo dei principi Capano del 1610 che ha una torre medievale oggi appartenente al comune, il convento francescano di S. Maria delle Grazie del 1611 e la cappella dedicata a San Pietro del 1524, oggi sconsacrata.
La festa della Madonna delle Grazie si svolge il 2 luglio con una processione che è preceduta da alcune donne del paese che portano sul capo una centa a forma di barca come voto alla Madonna ed è poi seguita dalla confraternita di Pollica.
Un’interessante curiosità è che il comune ha promosso un’iniziativa molto originale, quella di affiggere manifesti per annunciare le nascite e non solo i decessi.
Per ogni neonato si comunica la lieta notizia, un modo per condividere la gioia del lieto evento e per evidenziare la crescita del territorio.

SCORCIO DEL BORGO

VEDUTA DEL BORGO

VEDUTA DEL BORGO

CONVENTO DI SAN FRANCESCO

SCORCIO DEL BORGO

SCORCIO DEL CENTRO STORICO

SCORCIO DEL CENTRO STORICO

SCORCIO DEL CENTRO STORICO

PALAZZO CAPANO

CHIESA DI SAN NICOLA

CHIESA DI SAN NICOLA


È opinione di molti scrittori che Pollica venne concessa alla Badia di Cava nel dicembre dell’anno 1113 da Torgisio Sanseverino. Veramente in tale atto, con cui il Sanseverino donò vassalli e terre nei casali di San Mauro, Fiumicello, Montecorice, Quarrati, Abramuli, Pietra Focaria, Pioppi, Oliarola, non vi è indicata Pollica; ma nella stampa dell’atto si riscontrano nella designazione dei casali vari spazi interlineati ed è molto probabile che nell’originale fosse compreso anche Pollica, sebbene il nome non apparisse chiaramente.
Il documento più antico in cui è menzionata Pollica è l’instrumento del marzo 1187, nel quale, tra i possedimenti della Badia, viene annoverato un terreno detto Petra Serica che ha per confini da un lato il mare, da un altro il casale di Pollica e da un altro il vallone del Fico.
Il nome di Pollica, dice il Raccioppi, deriva dal greco e significa letteralmente “molte case”. Ciò farebbe supporre, mancando per altro qualsiasi notizia e documento al riguardo, che sia stata costruita dai greci venuti con le spedizioni di Belisario e di Narsete nelle provincie napoletane, ovvero dai monaci brasiliani giunti tra noi dall’oriente.
Un cronista del posto riferisce la tradizione che Pollica era abitata da principio da pochi contadini e vi erano soltanto tre famiglie principali, Farina, Volpe e Ripolo. Pollica fece parte della baronia di Rocca fin dalla creazione di questa, cioè fin da quando i sovrani normanni concessero la baronia ai Sanseverino, e ne seguì le vicende. È indicata tra i casali della baronia di Rocca restituiti a Ruggero Sanseverino da Carlo I d’Angiò quando questi conquistò il reame di Napoli. Al tempo dei suoi successori fu concessa alla nobile famiglia straniera Alamannia giunta a Napoli all’epoca della conquista angioina. Attorno al 1390  Giorgio d’Alemagna vendette a Mazzeo Capano i feudi di Pollica, Lustra, Omignano e Sessa, che tenne dal 1392 al 1433. Nei patti intervenuti nel 1450 tra il re Ferdinando I di Aragona e Roberto Sanseverino, quest’ultimo si faceva concedere la facoltà di uccidere impunemente le persone della famiglia Capano in qualunque parte del regno e di prendersene i beni.
Pollica fu posseduta sempre dalla famiglia Capano fino al 1795, quando il principe Giuseppe Capano morì e, non avendo avuto figli dalle sue nozze con Angela Solimena, designò suo erede universale Ettore De Liguoro, patrizio napoletano. La vedova del Capano impugnò il testamento del marito e si aprì una controversia con la famiglia De Liguoro, ma con atto del 29 settembre 1801 si addivenne ad una transizione con la quale la famiglia De Liguoro ebbe tutti i feudi dei Capano nel Cilento. L’ultimo principe di Pollica fu nel 1863 Raimondo De Liguoro.
Dal Giustiniani: «Pollica o Polleca, terra in provincia di Principato di Citra, in diocesi di Capaccio, distante da Salerno circa miglia 40. Ella è situata verso la metà di una collina esposta a mezzogiorno, ed alla veduta della marina, l’aria quindi che vi si respira è molto salubre. Il suo territorio è abbondante di olivi di ottima qualità, fichi, viti, peri dì quali ne ritraggano del guadagno i suoi abitatori che ascendono a 822 ed i medesimi hanno pure il guadagno della pesca nel mare di alici, sarde, e tonni».

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